Sciabèr è trascrizione fonetica in chiave popolare, di Chabert, colonnello napoleonico immortalato da Balzac, sopravvissuto, in circostanze misteriose, all’ecatombe della campagna di Russia.
Quale il motivo profondo della scelta di un titolo sì curioso, dell’identificarsi di Mario Munari col romanzesco personaggio la cui avventura si potrebbe riassumere in un “Tutto perduto niente perduto”? Tentiamo di scoprirlo attraverso l’analisi dei testi di questa silloge poetica che abbraccia l’arco di quasi un’intera esistenza e che l’Autore non ha voluto articolare in sezioni forse per meglio esprimere il flusso incessante degli accadimenti, mentre, per converso, in contraddizione solo apparente, ha voluto puntualmente datarli, quasi a fissare i singoli istanti sospesi tra passato e futuro. (Dall'introduzione di Claudia Pagan Valerio)
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