Piazza Perin del Vaga è carnascialescamente roboante di gavettoni adolescenziali, quasi a voler scongiurare la privatizzazone idrica degli attuali afosi tempi afasici. Il barista assonnato, sorretto da uno dei suoi bianchi tavolini plastificati, zucchera il meritato caffè con lo spettacolo vagamente retrò del visibilio giocoso che si consuma impenitente a pochi passi da un comprensorio rosso-mattone, rosso-crepuscolare, rosso-ocra, chissà, il caldo confonde i riverberi mentre gli ordigni ad acqua restano lucidamente in agguato. →


