Armando Patti, cita come esergo per sua opera, alcuni versi da La sala delle partorienti di Benn, anch’egli medico. Ma al contrario di Benn, che cerca le ragioni della vita nella morte, Patti conduce la sua ricerca su un corpo sempre vivo e palpitante. Procedendo nella lettura de il pendolo di mondo, riversato poi ne Il gaio corpo, e costruito con le caratteristiche cui accennavamo, ci troviamo all’interno di un ricchissimo tessuto poetico, [Segue]→
dove scopriamo presenti anche la parabola, l’aforisma, con avvicinamenti, giustapposizioni, paragoni che ci ricordano il miglior Trilussa. Dunque atteggiamento di disincantata comprensione per i soprassalti umani di un testimone comunque sempre stupito ed ammirato della vita, che pur tradendo il suo pessimismo della ragione, figlio del tentativo della comprensione globale dell’essere, oppone levità ed amore alla sua amarezza.
Roma, la città e le stelle - poesia. Edizione elettronica 2010
Oltre al testo, sono allegati:
"Cunningham e Patti" di Marilena Menicucci e la presentazione dell'articolo.
"Armando Patti su Il pendolo di mondo" di Massimo Giannotta
Testi in PDF liberamente scaricabili →
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| PattiZ.pdf | 137.84 KB |
| Cunningham%20e%20Patti.pdf | 35.4 KB |
| Presentazione articolo di Menicucci.pdf | 36.09 KB |
| Sul%20Pendolo%20di%20mondo.pdf | 15.95 KB |



