
Nel 1987 Bompiani pubblicava Il Mediterraneo di Fernand Braudel, uscito in Francia (Ed. Flammarion) nel 1985. È un libro ricco di notizie e di riflessioni, bello da leggere e anche da rileggere. Riportiamo brani significativi dell’introduzione dello stesso Braudel (saggi tascabili Bompiani, pgg 282).
La storia è una serie continua di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità, delle inquietudini e delle angosce del presente che ci assedia. …ne è prova il Mediterraneo, che ancora si racconta senza posa.
Così scriveva Fernand Braudel nel 1985 (ma lo stava pensando da prima, da quando i fatti di Algeria riproponevano le responsabilità, le opportunità e i pericoli delle politiche coloniali).
Quel che succede oggi nel nord dell’Africa sembra porre problemi di altro tipo ma non estranei alle politiche di sfruttamento coloniale, seppur praticate con altre modalità, con altri nomi e con altre alleanze.
Il Mediterraneo – è sempre Braudel - è mille cose insieme, il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Iugoslavia, le costruzioni megalitiche di Malta o le piramidi d’Egitto…realtà antichissime accanto all’ultramoderno…. Il Mediterraneo è un crocevia antichissimo… Nel paesaggio fisico come in quello umano, il Mediterraneo crocevia, il Mediterraneo eteroclito si presenta al nostro ricordo come un’immagine coerente, un sistema in cui tutto si fonde e si ricompone in un’unità originale. La spiegazione non è solo nella natura, non solo dell’uomo, ma del confluire dei favori e delle maledizioni –numerosi gli uni e gli altri-- della natura e degli sforzi degli uomini…in un susseguirsi interminabile di casi, di incidenti, reiterati successi. Tali esperienze si comprendono solo se considerati complessivamente e se posti a raffronto, esaminati alla luce del presente: è infatti da quanto succede oggi che si può giudicare e capire l’ieri – e viceversa . Il Mediterraneo è una buona occasione per un ‘altro’ modo di accostarsi alla storia.
E l’Unione Europea? E il nostro caro (carissimo!) euro? E la nostra civiltà? E le ‘invasioni’ sulle nostre sponde? La Storia ci invita, oggi direi che ci costringe, a guardare con responsabile attenzione anche le sponde del Sud . ( a cura di Lidia Gargiulo)


